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    Le Corti reggiane: piccole capitali del Rinascimento

    Nella grande Pianura Padana, tra la Via Emilia e il Po, si snoda l’itinerario delle Corti Reggiane, raffinate signorie rinascimentali padane dei Gonzaga, dei Bentivoglio, dei Da Correggio, dei Roberti, degli Estensi, le cui tracce si ritrovano nelle piazze porticate, nei castelli fattisi palazzi, nei dipinti del Correggio, di Lelio Orsi, dei maestri di scuola ferrarese o bolognese.

    Tra queste mete da non perdere sono Correggio, Guastalla e Gualtieri: vivaci e splendide le “piccole capitali” che la stessa città di Reggio attrasse i meravigliosi artisti che già si erano distinti in queste brillantissime corti.

    Nonostante la loro autonomia sia finita da molto tempo e abbiano trascorso gli ultimi secoli nella quiete della provincia, ancora oggi queste antiche signorie conservano il segno del passato splendore.

    Correggio

    La cittadina di Correggio, feudo dei Da Correggio (XI sec.), diede i natali al pittore Antonio Allegri, detto il Correggio, (1489) e fu meta di molti poeti fra cui l’Ariosto. Da visitare la Chiesa Santa Maria della Misericordia, dell’ XVI secolo, la Casa del Correggio, il Palazzo dei Principi, la Basilica di San Quirino, la Torre Civica e il Teatro Asioli.

    Guastalla

    Nelle sue strade, nei suoi palazzi, nelle sue chiese, nei suoi monumenti, Guastalla conserva il fascino discreto di una antica capitale, con il suo sistema di strade a scacchiera che conduce alla piazza principale, cuore della città, dominata dal Duomo cinquecentesco, con facciata di fine 800, il palazzo Ducale (1567), in gran parte rifatto e il Municipio, con esposti, sotto il portico, i modelli delle antiche unità di misura.

    Gualtieri

    Gualtieri, feudo dei Bentivoglio nel 1576, conserva dell’epoca testimonianze storiche legate al grande fiume Po come le strutture idrauliche, Piazza Bentivoglio (sec. XVI), la Torre Civica, le Chiese dell’Immacolata e di S. Andrea. All’interno del Palazzo Bentivoglio è ospitato il Museo dedicato al pittore “naif” A. Ligabue.