L’Hotel Conte Verde, oltre al vicinissimo Castello di Montecchio Emilia, si trova a pochissimi km dalla zona dei Castelli di Matilde di Canossa, la più importante donna del Medioevo. Si tratta di antichi castelli fortificati che svettano sui suggestivi colli e calanchi, tipici della zona.

I Castelli di Matilde di Canossa

Nello scenario dell’Appennino Reggiano intorno all’anno mille si rappresentavano le grandi vicende della storia d’Europa e protagonista di tanti episodi di lotte e riappacificazioni tra impero e papato fu proprio la contessa Matilde di Canossa, che qui aveva collocato il centro politico e militare di un feudo esteso dalla Lombardia alla Toscana.

Di quel grande potere restano testimoni i numerosi castelli che ancora oggi ricordano al viaggiatore un periodo di forti passioni: oltre al più celebre castello di Canossa (di cui rimangono i ruderi e un piccolo museo), Rossena e la Torre di Rossenella si presenta come formidabile macchina da guerra. Altri sono i castelli che rimandano all’epopea matildica, tra cui Carpineti (in Appennino), che ospitò due concili, Bianello di Quattro Castella che ospitò l’imperatore Enrico V.

Il castello di Canossa

Il regno di Matilde di Canossa comprendeva la Lombardia, l’Emilia, la Romagna e la Toscana, e aveva sede proprio a Canossa, sull’Appennino Reggiano. Fu proprio il Castello di Canossa, che la vide crescere in agiatezza e serenità nei primi anni di infanzia, ma soprattutto, questa fortezza fu luogo della famosa “Umiliazione di Canossa”, l’atto di sottomissione dell’Imperatore al Papa (episodio da cui deriva il detto “andare a Canossa”, conosciuto e utilizzato in tutta Europa). La storia ci racconta che nel 1077 l’Imperatore Enrico IV attese per tre giorni e tre notti col capo cosparso di cenere, scalzo e vestito solo di un saio, prima di essere ricevuto da Papa Gregorio VII, che accettò di revocarne la scomunica grazie all’intercessione della Grancontessa Matilde.

Rossena e Rossenella

Il profilo della fortezza di Rossena, impiantata su un rossastro colle vulcanico, da cui il nome, costituisce uno degli scorci paesaggistici più suggestivi di tutta l’area matildica. A differenza di altri castelli che nel tempo si sono trasformati in residenze signorili, Rossena ha conservato l’impianto originario di vera e propria macchina da guerra che doveva fermare eventuali aggressioni nemiche provenienti dalla valle dell’Enza. Il castello, forse iniziato nel 950, all’inizio era costituito da un mastio isolato, la cui struttura (ora ribassata) è ancora leggibile al centro della costruzione principale. Dopo un importante restauro, ora il castello è interamente visitabile, a pagamento, con accesso alle cisterne e al cammino di ronda dove, nelle giornate limpide, si ammira uno splendido panorama. Di fronte a Rossena si staglia la torre di Rossenella, raggiungibile tramite un facile sentiero e visitabile.
I colli vulcanici su cui sorgono il castello e la torre fanno parte della Riserva Naturale Integrata della Rupe di Campotrera.

Il castello del Bianello

Il castello del Bianello è l’unica costruzione sui 4 colli di Quattro Castella a mantenere tuttora una struttura edilizia in buone condizioni. La torre maestra, anche se parzialmente ristrutturata, reca ancora l’impronta della costruzione originaria. Le mura difensive tradiscono un impianto di epoca tardo-quattrocentesca, mentre la costruzione della fortezza risale al X secolo circa. Il castello del Bianello era una delle principali residenze e la preferita da Matilde di Canossa. In questo luogo, infatti, tra il 6 e il 10 Maggio 1111 Matilde fu incoronata “Vice Regina” e “Vicaria Imperiale d’Italia” dall’Imperatore Enrico V. Ogni anno dal 1955, solitamente l’ultima domenica di maggio, l’episodio dell’incoronazione è celebrato dal Corteo Storico Matildico, una rievocazione in costume con sfilate, esibizioni e giochi.

Nelle sue vicinanze sorge un’importante Oasi Naturalistica, per interessanti visite alla scoperta del territorio, del paesaggio, della vegetazione e della fauna del luogo.