13 Gennaio 2020

Reggio Emilia, la città del Tricolore.

Reggio Emilia è nota soprattutto per essere la culla della Bandiera italiana.

E proprio nella storica Sala del Tricolore viene conservato il primo vessillo bianco, rosso o verde della nostra nazione.

Nella città di Reggio Emilia c’è davvero tanto da visitare e da sapere per quanto riguarda la storia del vessillo verde, bianco e rosso, dal Museo del Tricolore alle rappresentazioni del 7 gennaio alla presenza del Presidente della Repubblica e delle più alte cariche dello Stato.

La Sala del Tricolore, che oggi ospita il Consiglio comunale di Reggio Emilia, era nata nel 1768 per volere di Francesco III d’Este, il duca di Modena e Reggio come archivio centrale del ducato stesso.

Nell’ormai lontano 7 gennaio 1797 in quella stessa sala nacque la bandiera nazionale italiana, che ha ovviamente dato il nome alla sala in cui venne presentata per la prima volta. A livello architettonico, la “Sala del Tricolore” si presenta in forma ellittica, circondata da tre ordini di balconate. All’interno della stessa compare un lampadario che illumina un ambiente dallo stile architettonico neoclassico, caratterizzato da colonne con, ai propri estremi, capitelli corinzi.

Oggi il salone ospita le assemblee del Consiglio comunale di Reggio Emilia, ma è anche teatro di celebrazioni solenni e al suo interno viene conservato il gonfalone civico del comune reggiano. Vi hanno luogo, inoltre, svariate manifestazioni culturali, conferenze e matrimoni.

Adiacente alla Sala del tricolore, si trova il Museo del Tricolore che ospita tutto ciò che riguarda la nascita della prima bandiera e non solo.

La storia del Tricolore parte dalle invasioni napoleoniche: quando Reggio Emilia venne invasa dalle truppe napoleoniche venne proclamata la Repubblica Reggiana, precisamente il 26 agosto 1796 e il duca d’Este fuggì. Parallelamente fu creata la cosiddetta Guardia civica della città di Reggio Emilia, una truppa militare vera e propria, affiancata da un gruppetto di granatieri francesi. Nell’ottobre dello stesso anno avvenne un’importante sconfitta degli austriaci da parte dei soldati reggiani accanto alle truppe napoleoniche a Montechiarugolo.

Tale importante avvenimento fu determinante alla scelta di Reggio nell’Emilia come sede del primo congresso cispadano, il consesso all’interno del quale nacque la Bandiera d’Italia.

Il primo congresso avvenne il 27 dicembre 1796, su consiglio dello stesso Napoleone Bonaparte, che invitò i deputati delle città cispadane di Reggio, Modena, Bologna e Ferrara a riunirsi a Reggio nell’Emilia.

L’assemblea dei 110 delegati approvò la carta costituzionale della Repubblica Cispadana comprendente i terreni di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia.

Nella Sala del Congresso il romagnolo Giuseppe Compagnoni, ricordato come il “padre del tricolore”, nella XIV sessione del congresso cispadano, precisamente il 7 gennaio 1797 avanzò la proposta di adozione di una bandiera nazionale coi colori verde, bianca e rossa: la bandiera tricolore della Repubblica Cispadana che poi divenne lo stendardo nazionale.

Negli anni successivi, la bandiera verde, bianca e rossa venne scelta da altri due Stati napoleonici, la Repubblica Italiana e successivamente dallo stesso Regno d’Italia. Successivamente, nel 1860, il Tricolore italiano venne scelto anche come bandiera nazionale dal Regno delle Due Sicilie, mentre il 17 marzo 1861, quando finalmente arrivò la proclamazione del Regno d’Italia, la bandiera verde, bianca e rossa si trasformò nel vessillo nazionale dell’Italia unita, per la prima volta nella storia.

Il Tricolore, però, venne anche legalmente riconosciuto come la bandiera d’Italia soltanto il 12 giugno del 1946, quindi poco meno di cent’anni dopo, attraverso un decreto legislativo del Presidente del Consiglio, dove si adottava ufficialmente il Tricolore come bandiera nazionale della neonata Repubblica Italiana.

news